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allevamenti industriali: fabbriche di virus

Non mi stanco di denunciare le follie del modo industriale e globalizzato di produrre i cibi di cui ci nutriamo, il modo intensivo di produrre le carni, con centinaia di migliaia di maiali, vitelli o polli reclusi e stipati in gabbie, nutriti e abbeverati con sistemi automatici, cresciuti a forza di antibiotici per prevenire le malattie e aumentare il peso (il 70% degli antibiotici impiegati negli Stati Uniti viene somministrato ad animali sani per contrastare gli effetti della scarsità di igiene e del sovraffollamento).

La crisi finanziaria, nata negli USA dalle truffe di istituti di credito ai danni di istituzioni finanziarie di mezzo mondo, è nata dal non rispetto delle regole (la famosa deregulation), dalla mancanza dei controlli delle istituzioni politiche, e poi i soldi per rimediare sono venuti fuori dai bilanci dello Stato.

Chi parla di contenimento delle nascite, sviluppo sostenibile, autosufficienza alimentare ed energetica di ogni nazione, fonti rinnovabili, piccolo e diffuso modo di produrre sia cibi che energia, è solo un innocente sognatore, e non so quanto tempo ancora ci vorrà per capire che è questa l’unica strada da percorrere.

La cosa piu’ terrificante è che negli allevamenti industriali si somministrano quotidianamente agli animali, basse dosi di antibiotici

Il fatto che sia costante la somministrazione e che proprio essa sia in basse dosi ,è il sistema di cultura ideale per sviluppare una superrazza di batteri superresistenti agli antibiotici che non potranno poi che trasmettersi anche a noi

Quali sono i motivi di queste somministrazioni che fanno tanto bene alle casse dei produttori farmaceutici’

Fonte: bellaciao.org

October 30, 2009 - Posted by midigi | Uncategorized | | No Comments Yet

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